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giovedì 5 aprile 2012 0 commenti

Forse non è solo Roma ad essere ladrona...

E così un altro dei protagonisti della politica italiana degli ultimi decenni se ne va. Dopo il finanziatore di escort (e non parlo di auto), tocca al leader del celodurismo. E sinceramente non posso fingere che le dimissioni di Bossi mi lascino indifferente: sono una dura e pura donna del sud, fiera di avere sangue terrone nelle vene e molte esternazioni del capo di quella banda di razzisti e ipocriti, oltre che super-ignoranti leghisti, mi offendevano in quanto tale. Anzi, spesso mi sentivo offesa come essere umano dotato di encefalo pensante, a prescindere dalla mia nascita a sud del Rubicone. 
Bossi se ne va ed io ne sono felice, felicissima. E sono ancor più felice per il motivo per cui questo aizza-popolo se ne va, infangato da quella corruzione che tanto ha biasimato negli altri. Ora, non mi piacciono i processi mediatici e tutti sono presunti innocenti fino a prova (e processo) contrario, ma c'è del marcio non in Danimarca come poetava quello, ma nella bella pianura padana. 
E poi c'è una cosa che mi sta sullo stomaco da decenni: Verdi era un acceso sostenitore dell'unità italiana, razza di caproni ignoranti! 

mercoledì 15 febbraio 2012 3 commenti

Pensiero estemporaneo

Giovanardi dice che guardare due donne che si baciano è come guardare uno che fa la pipì. 
Ascoltare Giovanardi dire certe stupidaggini è come ascoltare uno che fa una scorreggia: si capisce che sotto sotto c'è una cacca. 
Starsene zitto no, vero? 



martedì 7 febbraio 2012 1 commenti
mercoledì 5 ottobre 2011 0 commenti

Comma ammazza-blog: post a rete unificata #noleggebavaglio

Il mio blog è piccolo, piccolissimo, insignificante e con un movimento davvero tendente allo zero, ma anche nel mio piccolo, piccolissimo mi sento in dovere di partecipare a questa iniziativa promossa da Valigia Blu (QUI potete leggerne i particolari) contro l'art. 1 comma 29 del disegno legge sulle intercettazioni telefoniche.


Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. 

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito. 

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata. 

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri. 

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica? 
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso. 

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.


Consiglio inoltre la lettura di QUESTO articolo. Informarsi è il primo passo verso la consapevolezza. Non facciamoci bendare, già provano ad imbavagliarci.
martedì 14 dicembre 2010 0 commenti

I gonzi, gli imbecilli, i burini, i fessacchiotti....

Da "Gli onorevoli", di Sergio Corbucci. 1963...



C'è bisogno di commentare? Mi viene da dire solo un "VERGOGNA", ma non credo che certe persone in Parlamento sappiano ancora cosa significhi questa parola
martedì 16 febbraio 2010 0 commenti

Il salotto buono II

Torno a parlare del mio quartiere. Chi è di Napoli, o Napoli la frequenta, sa che il quartiere Chiaia è considerato il "salotto buono" della città. Lo avevo già accennato in un post precedente simile a questo.
Di solito si cerca di tenere in ordine il salotto buono per usarlo poi quando arrivano gli ospiti, sapete, quando la mamma tira fuori il servizio da caffé che per il resto dell'anno resta in bella mostra nella vetrinetta. In una città non dovrebbe essere diverso, desumo. I salotti buoni sono il biglietto da visita di una città; non che questo voglia dire di tralasciare le periferie, anzi! Ma se il centro è in queste condizioni, immaginatevi cosa sono le periferie di Napoli...
Che condizioni? Ve le mostro subito. Qualche giorno fa, la settimana scorsa per essere precisi, ho fatto una passeggiatina per la "rinomata" Riviera di Chiaia e, telefonino alla mano ho scattato qualche foto. La data non è fondamentale, nel senso che queste foto avrei potuto farle un anno fa, cinque anni fa, un mese fa o stamani, non sarebbe cambiato nulla, assolutamente nulla.
Alto particolare su cui vorrei fare chiarezza: non pubblico queste foto perché odio la mia città, anzi, la amo di un amore profondo e doloroso, come è sempre doloroso un amore che si sente non corrisposto. E non pubblico queste foto per puntare il dito solo contro coloro che dovrebbero rendere vivibile una città, no, io ce l'ho anche con noi, con i cittadini comuni perché siamo noi i primi a rendere invivibile le nostre strade.
Cominciamo con le foto, allora, ma vi avverto sono un po' monotone e non di qualità eccezionalissima, visto che pioveva e alcune gocce hanno beccato il cellulare.

Questa che vedete di lato quella che ho chiamato voragine numero 1. E' una piccola chiazza, per così dire. Ok, è piccola e può capitare che alcune mattonelle della pavimentazione scappino via....




Ma nemmeno cinque metri dopo, ecco che ci si imbatte nella voragine n. 2; questa è un pochetto più grandina, in effetti... vabbe', ricapita....















 Ed ecco la voragine numero 3. Sempre ad un paio di metri dalla seconda. Ma forse chiamarle voragini non è correttissimo, vogliamo chiamarle chiazze, che è meglio?
















O volendo potremo chiamarle "piccole piscine" viste le dimensioni di questa voragine n. 4 che occupa tutto il marciapiede.





 E che dire della voragine n. 5? Ha persino l'acqua, una piscinetta perfetta...















E così via. Io ne ho fotografate solo 5, ma queste chiazze si susseguono numerosissime per un lungo tratto della Riviera. E non sono solo brutte a vedersi, non solo danno un senso di abbandono e di squallore, sono anche scomode perchè quando si riempiono d'acqua piovana, per attraversarne alcune davvero occorrerebbe una zattera.
Ma come dicevo, questo non è un post di accusa nei confronti dei responsabili dell'arredo urbano del quartiere, della circoscrizione Chiaia. No, hanno ragione. Ce lo meritiamo lo squallore e l'abbandono perché noi cittadini siamo i primi a essere scorretti e maleducati, irrispettosi e incivili.

Parcheggiamo in doppia fila in curva....

















.... o in terza fila sulle strisce ...

















... o sulle strisce e davanti agli scivoli...


































... o in seconda fila davanti alla fermata del bus...










Avrei potuto fare tantissime foto del genere, il cellulare purtroppo (o per fortuna…) si è scaricato. Alla prossima, temo.
sabato 6 febbraio 2010 3 commenti

Petizione contro la caccia indiscriminata

Il WWF sta sostenendo una petizione contro un emendamento che, approvato proprio in questi giorni, ha praticamente abolito limiti temporali alla stagione della caccia, ma non solo. Questo emendamento, per ora passato al Senato e in attesa di tornare alla Camera dei deputati,  ha anche il fine di rendere accessibile questo "sport" (si fa per dire...) ai sedicenni e, oltre a eliminare i limiti di tempo, elimina anche quelli di spazio, ossia abolirebbe se definitivamente approvato il divieto di cacciare in zone non esclusivamente stabilite per legge.
Insomma, vera e propria caccia selvaggia.
Per saperne di più, potete dare un'occhiata QUI mentre per firmare la petizione, clikkate qui:
http://www.wwf.it/client/PetizioneCacciaOrsi.aspx

Ringrazio tantissimo Elenariel per avermi girato la mail con la petizione. Grazie davvero... mi manchi tanto Elena ç__ç è troppo che non ci si sente sul messanger...

mercoledì 20 gennaio 2010 3 commenti

Il salotto buono


Una decina di giorni fa al ritorno da una delle mie commissioni mi sono imbattuta in questa scena non proprio edificante, una panchina in pietra sfasciata di fresco (ero passata da lì il giorno prima e la panca era in piedi). Ho pensato all'opera di qualche ragazzetto vandalo o all'urto di una macchina. Ma il fatto non è questo.
Il fatto allucinante è che la foto l'ho fatta questa mattina. Da dieci e passa giorni questa panca sfasciata sta lì, sotto l'occhio di cittadini e turisti. Pensare di metterne una nuova in tempi brevi sarebbe fantascienza, ma almeno rimuovere i poveri resti mi sembra il minimo...
E' uno schifo, soprattutto perché questa edificante visione la si può "ammirare" non in una periferia disagiata di questa città disordinata e strafottente, no, questa panca sfasciata giace da dieci giorni nel salotto buono, il biglietto da visita più lustro da presentare ai turisti. Questa panca sfasciata si trova a via Chiaia, a pochi passi da Piazza dei Martiri, la zona chic di Napoli. Pare che i negozianti si siano lamentati, ma le loro lamentele per lo stato di abbandono della via sono cadute nel vuoto evidentemente. Complimenti ai responsabili dell'arredo urbano, davvero
domenica 20 dicembre 2009 2 commenti

C'era da aspettarselo

E così la conferenza di Copenaghen è finita nel peggiore dei modi: tanta attesa, tanta tensione perché davvero si ha l'impressione di giocarsi le ultime chanches e invece... L'accordo raggiunto è patetico, non solo dal punto di vista "quantitativo", ma soprattutto qualitativo, non essendo minimamente vincolante né politicamente né legalmente. Morale della favola: inquinate di meno, se potete e se volete, ma senza impegno eh. Ah sì! Grazie per gli spiccioli, serviranno di sicuro a salvare il pianeta, come no... Nel frattempo come la mettiamo con le Maldive? Avete presente no? Sono quelle isolette meravigliose dove, oltre ad ambientarci i cine-panettoni, vivono delle persone. Cioè, non sono set cinematografici. Ecco, tra meno di  cinquant'anni (anno più, anno meno) ce le saremo giocate perché l'innalzamento delle acque mondiale le farà sparire. Letteralmente. Beh, fa nulla, si troverà un altro posto per passare le vacanze di Natale al caldo e tanti saluti ai maldiviani.
Mi vien da ridere quando sento di un mezzo successo, come se in casi come questo un compromesso del genere, ripeto NON vincolante, servisse a qualcosa. Magari solo a sentirsi la coscienza meno sporca. E ora tutti aspettano l'anno prossimo, per un altra conferenza e senz'altro tutti i convocati dei "grandi" del mondo penseranno la stessa cosa: mmm, chissà come sarà il buffet?