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mercoledì 18 aprile 2012 0 commenti

A volte ritornano

E' incredibile come qualcosa di ingiusto che era stato buttato dalla porta ti rientri, sotto altre spoglie orrende, dalla finestra. Di cosa parlo? Della bozza di legge Severino che ripropone sotto mentite spoglie un'altra ammazzablog, come quella che tante polemiche aveva suscitato e che, un po' frettolosamente a questo punto, si era data per sconfitta.
La nuova bozza di legge sulle intercettazioni ripropone alcune parti della "vecchia" bozza Alfano, ma dove quest'ultima si riferiva solo alla tv, la Severino allarga il discorso anche (e cito) "compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica".
Insomma, ci risiamo.
Clikkando qui potrete leggere e confrontare le due bozze di legge e farvi da soli un'idea
giovedì 5 aprile 2012 0 commenti

Forse non è solo Roma ad essere ladrona...

E così un altro dei protagonisti della politica italiana degli ultimi decenni se ne va. Dopo il finanziatore di escort (e non parlo di auto), tocca al leader del celodurismo. E sinceramente non posso fingere che le dimissioni di Bossi mi lascino indifferente: sono una dura e pura donna del sud, fiera di avere sangue terrone nelle vene e molte esternazioni del capo di quella banda di razzisti e ipocriti, oltre che super-ignoranti leghisti, mi offendevano in quanto tale. Anzi, spesso mi sentivo offesa come essere umano dotato di encefalo pensante, a prescindere dalla mia nascita a sud del Rubicone. 
Bossi se ne va ed io ne sono felice, felicissima. E sono ancor più felice per il motivo per cui questo aizza-popolo se ne va, infangato da quella corruzione che tanto ha biasimato negli altri. Ora, non mi piacciono i processi mediatici e tutti sono presunti innocenti fino a prova (e processo) contrario, ma c'è del marcio non in Danimarca come poetava quello, ma nella bella pianura padana. 
E poi c'è una cosa che mi sta sullo stomaco da decenni: Verdi era un acceso sostenitore dell'unità italiana, razza di caproni ignoranti! 

mercoledì 15 febbraio 2012 3 commenti

Pensiero estemporaneo

Giovanardi dice che guardare due donne che si baciano è come guardare uno che fa la pipì. 
Ascoltare Giovanardi dire certe stupidaggini è come ascoltare uno che fa una scorreggia: si capisce che sotto sotto c'è una cacca. 
Starsene zitto no, vero? 



martedì 14 dicembre 2010 0 commenti

I gonzi, gli imbecilli, i burini, i fessacchiotti....

Da "Gli onorevoli", di Sergio Corbucci. 1963...



C'è bisogno di commentare? Mi viene da dire solo un "VERGOGNA", ma non credo che certe persone in Parlamento sappiano ancora cosa significhi questa parola
mercoledì 6 ottobre 2010 0 commenti

Ciclo, riciclo... riciclaggio?

Che la spazzatura, la monnezza, fosse fonte di ricchezza l'aveva capito la camorra già tempo fa. Beh, che i camorristi siano uomini d'affari dall'ottimo fiuto non è nemmeno una sorpresa: non per niente la mafia (qui si può sostituire il termine con un altro, tipo camorra, o sistema come si usa oggi, drangheta ecc. ecc. il succo non cambia) è la maggiore azienda italiana, per profitti. Anzi, temo che sia una delle prime a livello mondiale.
Dicevo, che la monnezza fosse fonte di ricchezza se n'erano accorti i "criminali organizzati" da tempo; ora però la cosa è palese. Insomma in quale altro posto del mondo, la monnezza viene scortata da auto della polizia? In quale altro posto del mondo, la monnezza che si produce viene richiesta dall'estero per produrre energia? Non crederete che i Tedeschi se la piglino gratis o per bontà d'animo, vero? In quale altro posto del mondo la monnezza finisce nelle foto dei turisti, insieme al Castel dell'Ovo e al Vesuvio? A proposito di Vesuvio, in quale altro posto del mondo si hanno delle discariche nel cuore di un parco naturale? No, ironia a parte, se quest'ultima cosa succede altrove, sarei genuinamente curiosa di sapere dove altro accade perché a me scombussola sempre il pensiero della discarica di Terzigno piazzata nel parco naturale del Vesuvio. 
Tra poco faremo i sacchetti della monnezza con su scritto "Made in Naples", da vendere ai turisti insieme a corni porta fortuna (quelli collaudati o garantiti che vendono a San Gregorio Armeno).
Insomma, la monnezza porta ricchezza... bisognerebbe vedere a chi, però. Intanto per ora porta anche qualcos'altro, come un aumento dell'incidenza di tumori e leucemie nelle zone dove si trovano le discariche (tipo come a Pianura, dove vi è un'incidenza più del doppio rispetto a quella di altre zone con uguale popolazione). Ma mentre la ricchezza ancora non si sa bene dove finisca, vi assicuro che i malanni si sa benissimo dove colpiranno...  
martedì 16 febbraio 2010 0 commenti

Il salotto buono II

Torno a parlare del mio quartiere. Chi è di Napoli, o Napoli la frequenta, sa che il quartiere Chiaia è considerato il "salotto buono" della città. Lo avevo già accennato in un post precedente simile a questo.
Di solito si cerca di tenere in ordine il salotto buono per usarlo poi quando arrivano gli ospiti, sapete, quando la mamma tira fuori il servizio da caffé che per il resto dell'anno resta in bella mostra nella vetrinetta. In una città non dovrebbe essere diverso, desumo. I salotti buoni sono il biglietto da visita di una città; non che questo voglia dire di tralasciare le periferie, anzi! Ma se il centro è in queste condizioni, immaginatevi cosa sono le periferie di Napoli...
Che condizioni? Ve le mostro subito. Qualche giorno fa, la settimana scorsa per essere precisi, ho fatto una passeggiatina per la "rinomata" Riviera di Chiaia e, telefonino alla mano ho scattato qualche foto. La data non è fondamentale, nel senso che queste foto avrei potuto farle un anno fa, cinque anni fa, un mese fa o stamani, non sarebbe cambiato nulla, assolutamente nulla.
Alto particolare su cui vorrei fare chiarezza: non pubblico queste foto perché odio la mia città, anzi, la amo di un amore profondo e doloroso, come è sempre doloroso un amore che si sente non corrisposto. E non pubblico queste foto per puntare il dito solo contro coloro che dovrebbero rendere vivibile una città, no, io ce l'ho anche con noi, con i cittadini comuni perché siamo noi i primi a rendere invivibile le nostre strade.
Cominciamo con le foto, allora, ma vi avverto sono un po' monotone e non di qualità eccezionalissima, visto che pioveva e alcune gocce hanno beccato il cellulare.

Questa che vedete di lato quella che ho chiamato voragine numero 1. E' una piccola chiazza, per così dire. Ok, è piccola e può capitare che alcune mattonelle della pavimentazione scappino via....




Ma nemmeno cinque metri dopo, ecco che ci si imbatte nella voragine n. 2; questa è un pochetto più grandina, in effetti... vabbe', ricapita....















 Ed ecco la voragine numero 3. Sempre ad un paio di metri dalla seconda. Ma forse chiamarle voragini non è correttissimo, vogliamo chiamarle chiazze, che è meglio?
















O volendo potremo chiamarle "piccole piscine" viste le dimensioni di questa voragine n. 4 che occupa tutto il marciapiede.





 E che dire della voragine n. 5? Ha persino l'acqua, una piscinetta perfetta...















E così via. Io ne ho fotografate solo 5, ma queste chiazze si susseguono numerosissime per un lungo tratto della Riviera. E non sono solo brutte a vedersi, non solo danno un senso di abbandono e di squallore, sono anche scomode perchè quando si riempiono d'acqua piovana, per attraversarne alcune davvero occorrerebbe una zattera.
Ma come dicevo, questo non è un post di accusa nei confronti dei responsabili dell'arredo urbano del quartiere, della circoscrizione Chiaia. No, hanno ragione. Ce lo meritiamo lo squallore e l'abbandono perché noi cittadini siamo i primi a essere scorretti e maleducati, irrispettosi e incivili.

Parcheggiamo in doppia fila in curva....

















.... o in terza fila sulle strisce ...

















... o sulle strisce e davanti agli scivoli...


































... o in seconda fila davanti alla fermata del bus...










Avrei potuto fare tantissime foto del genere, il cellulare purtroppo (o per fortuna…) si è scaricato. Alla prossima, temo.
mercoledì 20 gennaio 2010 3 commenti

Il salotto buono


Una decina di giorni fa al ritorno da una delle mie commissioni mi sono imbattuta in questa scena non proprio edificante, una panchina in pietra sfasciata di fresco (ero passata da lì il giorno prima e la panca era in piedi). Ho pensato all'opera di qualche ragazzetto vandalo o all'urto di una macchina. Ma il fatto non è questo.
Il fatto allucinante è che la foto l'ho fatta questa mattina. Da dieci e passa giorni questa panca sfasciata sta lì, sotto l'occhio di cittadini e turisti. Pensare di metterne una nuova in tempi brevi sarebbe fantascienza, ma almeno rimuovere i poveri resti mi sembra il minimo...
E' uno schifo, soprattutto perché questa edificante visione la si può "ammirare" non in una periferia disagiata di questa città disordinata e strafottente, no, questa panca sfasciata giace da dieci giorni nel salotto buono, il biglietto da visita più lustro da presentare ai turisti. Questa panca sfasciata si trova a via Chiaia, a pochi passi da Piazza dei Martiri, la zona chic di Napoli. Pare che i negozianti si siano lamentati, ma le loro lamentele per lo stato di abbandono della via sono cadute nel vuoto evidentemente. Complimenti ai responsabili dell'arredo urbano, davvero
domenica 20 dicembre 2009 2 commenti

C'era da aspettarselo

E così la conferenza di Copenaghen è finita nel peggiore dei modi: tanta attesa, tanta tensione perché davvero si ha l'impressione di giocarsi le ultime chanches e invece... L'accordo raggiunto è patetico, non solo dal punto di vista "quantitativo", ma soprattutto qualitativo, non essendo minimamente vincolante né politicamente né legalmente. Morale della favola: inquinate di meno, se potete e se volete, ma senza impegno eh. Ah sì! Grazie per gli spiccioli, serviranno di sicuro a salvare il pianeta, come no... Nel frattempo come la mettiamo con le Maldive? Avete presente no? Sono quelle isolette meravigliose dove, oltre ad ambientarci i cine-panettoni, vivono delle persone. Cioè, non sono set cinematografici. Ecco, tra meno di  cinquant'anni (anno più, anno meno) ce le saremo giocate perché l'innalzamento delle acque mondiale le farà sparire. Letteralmente. Beh, fa nulla, si troverà un altro posto per passare le vacanze di Natale al caldo e tanti saluti ai maldiviani.
Mi vien da ridere quando sento di un mezzo successo, come se in casi come questo un compromesso del genere, ripeto NON vincolante, servisse a qualcosa. Magari solo a sentirsi la coscienza meno sporca. E ora tutti aspettano l'anno prossimo, per un altra conferenza e senz'altro tutti i convocati dei "grandi" del mondo penseranno la stessa cosa: mmm, chissà come sarà il buffet?