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martedì 24 gennaio 2012 0 commenti

I've seen things you people wouldn't believe

 Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Centinaia di auto in fila per un pieno. Pompe di benzina prese d'assalto per una goccia di diesel.
Ho visto nonnine litigare per un filoncino di pane. Donne caricare carrelli al supermercato come se aspettassero una nuova guerra o un attacco di locuste.
Ho visto fare scorta di prodotti che in altri momenti nessuno avrebbe accumulato (no, davvero, mi dite a che serve fare la scorta di carta igienica in quantità industriale? Ok comprarne una confezione, ma comprare due pacchi da 10...).
Altro che i raggi B oltre le porte di Tannhäuser, Roy. Ho visto cose che voi replicanti non potreste immaginarvi... per vostra fortuna.
martedì 10 gennaio 2012 2 commenti

Virtualmente parlando... e sfogliando

Non molti giorni fa, tra i miei buoni propositi per l'anno nuovo, avevo elencato tra gli altri il desiderio di tornare a leggere di più. I motivi per cui ho rallentato la mia fame di letture è essenzialmente una, cioè la mancanza di tempo, ma ha avuto il suo peso anche un altro fattore: la mancanza di spazio. Cambiando casa i miei spazi sono drasticamente ridotti per cui, mettendo da parte il mio amore fisico per i libri (mi piace sfogliarli, annusarli, carezzarli anche XD) ho ripiegato sulla soluzione più moderna e salvaspazio, ossia gli e-book. Non hanno lo stesso fascino, ma diciamolo, il pensiero di poter ospitare l'equivalente di varie librerie nel piccolo spazio di una mano, o su per giù, è allettante. E poi da buona lettrice di scan mangose, avevo l'occhio già assuefatto al non-cartaceo. Così mi sono data alle letture multimediali. E con poca sorpresa ho però scoperto che in Italia non c'è un parco titoli che possa rivaleggiare con quelli inglesi e/o americani, anche dal punto di vista economico.
Ora se qualcuno mi spiegasse il  perché negli USA un e-book costa meno della metà della versione cartacea (in genere), mentre da noi è raro trovare prezzi  competitivi (in genere), mi farebbe un favore, ma non è per questo che sto scrivendo questo post.
Lo sto scrivendo perché avventurandomi sempre di più nelle web librerie ho trovato due siti che sono fondamentali in questo senso e che, una volta tanto, usano internet per uno degli scopi per cui è nato (e non per vendere miracolose cure per ingrandire pipini o farti vedere le foto noiosissime di vacanze di cui ti importa relativamente) cioè diffondere cultura e sapere.
Sto parlando di il famoso Project Gutenberg e l'italiano Liber Liber .
Sono siti dove è possibile scaricare gratuitamente e legalmente testi classici della letteratura mondiale e italiana. Notare il gratuitamente. 
Ovviamente se si vuole e si può, è anche possibile fare delle donazioni per aiutare i siti a continuare quest'opera di bene. Insomma, libri gratis in versione digitale, che quindi non occupa spazio e può essere usufruita ovunque, visto il prolificare di smart phone, palmari e e-reader, senza scordare la mattonella della azienda della mela morsicata. Forse arrivo tardi, ma come dicevo per una feticista del libro come me è stato arduo passare al lato virtuale della forza (inserire respiro meccanico alla Darth Veder qui XD). 
Che bello che è la cultura gratis, sarebbe poi ancora più bello se simili progetti fossero appoggiati dalle scuole per esempio, come giustamente diceva una la mia amica Emy (che devo ringraziare per avermi segnalato uno dei siti). 
Ora però vado a fare del sano scaricaggio: ho tutta l'intenzione di leggermi la storia di Roma di Mommsen... tutta tutta, tomo per tomo. Ieri intanto ho riletto metà Pinocchio, che da anni desideravo riscoprire e che finirò forse stasera. E domani, chissà... la biografia di Margaret d'Austria di Tremayne, perché no? Il limite è solo la memoria virtuale del pc 
martedì 16 marzo 2010 9 commenti

Elsa

Ogni promessa è debito, per cui, come avevo promesso a Silvia, ecco Elsa in tutto il suo roseo splendore. Qui lo si vede ancora in versione spoglia, ma sto "studiando" qualche accorgimento per renderlo ancora più pacchiano e vistoso, come è mio stile XD. Pailletes? Mmm, forse...















P.S.: sono sparita, ma torno eh, ah se torno... ^_^
venerdì 26 febbraio 2010 4 commenti

E alla fine l'amore trionfò

Con tante cose brutte che accadono in questo triste, triste mondo, assistere ad un amore giovanile (quasi bymbo direi, anzi bymbominkio azzarderei) che fiorisce, è un balsamo per il cuore, nevvero?
Ma andiamo con ordine. Non so se qualcuno di voi ricorda (io sì, vorrei non farlo ma purtroppo...) la frase dolcissima e romanticissima che qualche tempo fa vi riportai, fresca di foto, che una mano giovine non v'è dubbio (e amante della k, altresì) tergò sul serioso muro di una chiesa, come a voler ammantare di un alone mistico la profondità di quel sentimento agli albori. Lo avete dimenticato? Beati voi... ehm, per una rinfrescatina alla memoria, potete dare un'occhiata qui, a quel vecchio e caro post. Fatto? Bene.
Ora, immaginate la mia gioia quando questa mattina recandomi al supermercato scortata dalla mia fedele Elsa (il mio trolley della spesa rosa confetto N.d.p.), mi sono imbattuta nientepopodimenoche nella risposta, più o meno indiretta, a quella candida confessione. Ebbene sì, Roberto E. ha risposto! Gioia e guadio, gaudio e gioia!
Ovviamente la risposta è comparsa sullo stesso muro di San Paky (San Pasquale, per i non avvezzi allo sms-bymbomynkiese), ma Roberto deve aver pensato come l'omino della pubblicità del pennello: per una parete grande ci vuole una scrtta grande... Ma ammiriamo questo graffito grondante tenero amore.
Come fotografa lascio molto a desiderare, lo ammetto per cui, accecata dalla felicità, non ho pensato a fare una foto decente di tutta la scritta. Eh già, il nostro ardente scrivano non deve aver calcolato bene le distanze, perché ad un certo punto la sua focosa dichiarazione ha incontrato un ostacolo… il muro è finito. Ma il Rob che ha lasciato questa memorabile scritta non si è lasciato scoraggiare: ha semplicemente continuato a scrivere “in curva”, oltre in cancello che si intravede nella foto. Peccato che la vegetazione rigogliosa del posto abbia in breve ricoperto il suo gentile apprezzamento per Antonella (e mi abbia reso impossibile farne una foto decente sul serio)… Sì, nel pezzetto nella curvatura che non si vede c'è scritto "ella", completando così l’amato nome della fanciulla ammirata.
Ora, in tutta sincerità, non so se questo Rob sia lo stesso a cui era stata dedicata la poetica moccitudine dell’altra volta, ma mi piace pensarlo. A voi no?
Ma non è finita qui! Eh no! Perché fotografando questa scritta piuttosto grandicella (dalla foto non si evince, ma fidatevi, è bella grossa), mi sono imbattuta in un paio di scritte minori che ho pensato di condividere ugualmente con voi.
La prima in realtà è una vera e propria perla di saggezza popolare e di schietto realismo. E poi dicono che i giovIni d’oggi non sanno nulla della vita vera, ah!


Ve la riscrivo per chi magari ci tiene alle sue diottrie…
“Nella botte piccola c’è del vino buono…
Sì, ma non n’do tapp” (traduzione facile: sì, ma non nel tappo…)
Ma che poesia, ma che arguzia, ma che sagacia, ma che… ma che… ma che vor dì? Bha…

 
 
 
 
 
Ultima scritta, per oggi. Ma questa volta niente dichiarazione al mondo, no, si tratta di un semplice elenco. Il perché mi abbia colpito sarà chiaro guardando la foto. E no, non ho usato photoshop XD (ironia, ironia…)

Un tempo si usava essere amiche per sempre, ora a seconda del bene che si prova per una compagna si assurge ad un qualche grado di parentela più o meno stretto. Se le due sono compagne fidate (almeno fino a quando il primo Roberto E. non si trovi a passare di là), allora sono “sorelle”, magari per sempre. Non so come sia in altri luoghi di questo ameno paese, ma qui a Napoli quando un gruppo di ragazze si incontrano pare di essere ad una riunione di qualche club per famiglie numerose: “Ciao sorè”, “Sorellina” “Cuginetta” “Uè, come stai cuginama? E poi leggendo l’elenco dei nomi riportato a destra, ho provato la sensazione di trovarmi in un telefilm su un branco di cheerleaders. Per carità, i nomignoli sono graziosi e, fuor d’ironia, non voglio criticare questa abitudine di affibbiare nomi che automaticamente devono finire in y, però devo ammettere che vederli tutti elencati lì, non so, mi ha fatto sorridere.
Ed ora la vera chicca. Volete infine vedere cosa c’è proprio sopra a questo marasma di firme, di kappa impazzite, di Frany, Simy, Giuly, sorelle, cugine, zie e compagnia bella? Questo c’è

Se cliccate sulle foto, le vedrete ingrandite. Se vi va eh...
giovedì 7 gennaio 2010 6 commenti

Moccitudini


Cos'è una Moccitudine (attenzione, con la M maiuscola!)? Semplice, è una cosa talmente tamarra, sgrammaticata e stucchevolmente idiota che vi fa pensare ad un libro di Moccia. E' tutto quello che spesso viene etichettato come "made by bymbominkia".
Io le trovo quasi divertenti, le Moccitudini, anche se spesso mi chiedo perché uno debba scarabocchiare un monumento per esprimere il suo amore a pinco pallo o debba sovraccaricare un ponte di lucchetti che marciscono lì e fanno cascare lampioni... No, davvero, mi sfugge il romanticismo di certe cose, sarà che ho il cuore arido da vecchia megera, mah.
Ad ogni modo, qualche giorno fa sono incappata in una scritta simpaticamente lasciata sul muro di una chiesa vicino casa mia. La chiesa è quella di San Pasquale e lo dico non per farle pubblicità, ma perché ha attinenza con la simpatica (e sgrammaticata) frase. Non ho potuto frenarmi e un po' imitando alcune mie conoscenze (Deda e Kira, alias Grazia) l'ho fotografata. Ecco il piccolo pensiero romantico:


Roberto E. sarà certamente lusingato. San Pasquale (che dà il nome alla piazza su cui sorge l'omonima chiesa, piazza che è un luogo di incontro di ragazzini e ragazzotti tendenti al chiattellame... poi in un altro post vi spiegherò chi è un chiattillo) forse lo sarà un po' meno nel vedersi storpiare il nome in pure stile bymbominkiese.
E non voglio infierire sulla e accentata, che non è verbo, ma in dialetto napoletano sta a indicare la preposizione "di". Tralasciamo, in fondo la grammatica del cuore non segue quella della lingua...