lunedì 8 novembre 2010

Com'è triste Venezia...

 E invece no! Venezia non è assolutamente triste. Bella e difficile, umida e suggestiva, certo, ma non triste. O almeno non è tristezza quella che ho provato io andandoci. Il che è un bene, se consideriamo che ci sono stata ad una settimana dal funerale, con l'animo ancora in subbuglio e a lutto. Insomma, forse perché ci sono stata con il cuore già triste "di mio", ma non mi è parsa una città triste, anche sotto l'acqua (acqua su tutti i fronti, arrivava da qualsiasi punto cardinale, grazie al vento che quasi ci portava via!).
Se mi chiedete però se mi è piaciuta... Venezia è bella, persino troppo. Sarà che ci sono stata per poco, ma ho avvertito la sensazione che avevo provato solo l'ultima volta che ero stata a Firenze prima d'ora e che non posso descrivere altrimenti se non con "giocattolo per turisti".
Non riesco a scindere l'idea di Venezia dai giapponesi che fotografano le chiappette dei Mori, o dalle gondole straripanti allegre signorine americane che guardano preoccupate l'acqua a poco centimetri dal naso; non riesco a togliermi dalla testa le bancarelle brulicanti maschere Made in China che vanno via come il pane o le dieci, cento, mille pizzerie che affollano i vicoletti stretti verso Piazza San Marco. Ora, la pizza è il vero global food per eccellenza, altro che Mc Fuffa e se a Venezia ci sono così tanti pizzaioli di tutti i colori e parlate (ma nessun napoletano lol), è perché è cibo da turisti. Propinato insieme alla gondola di plastica e alla maschera fatta in provincia di Pechino.
E come se mi fossi persa l'anima di questa fantasmagorica città, perché così come Firenze, io sono certa che un'anima ci sia. Spero di tornarci e di restarci più a lungo, in modo da scoprirla.
Ma nel frattempo, visto che in fondo sono una turista "fracita" pure io, ho anch'io delle foto da mostrare (seppure non siano state fatte da me, infatti sono molto più decenti di quanto qualsiasi mia foto potrebbe essere...). Sono poche, selezionate attentamente. Molte infatti le ho escluse perché mostravano il facciotto simpatico della mia Angioletta e del suo futuro marito ingegner Andrea, che amano la loro privacy per cui non posso mostrarli nel blog (nonostante penso che sarebbe un bel vedere, formando una bella coppia, mavabbhé).
La prima è sicuramente la più bella, quella che trovo più artistica, per così dire. 










Il Canal Grande... forse -__-












Qui mezzo ci sono anche io...












Le chiappette del moro...












Gondola nel canaletto, molto romantico...












Lì sopra ci sono i Mori. 












Manca una foto del Ponte dei Sospiri, ma dopo averlo visto orrendamente incartato e incastrato tra pubblicità leggermente invasive, m'è passata la voglia di farlo fotografare.

2 commenti:

Chris ha detto...

Innanzitutto, ti porgo le mie condoglianze. Non avevo compreso, all'inizio, il senso del post precedente. Poi ho avuto un lampo, ma temendo di sbagliarmi ho preferito aspettare che ti rifacessi viva per essere certa. Spero che tu stia bene e che tutto sommato la vacanza a Venezia ti abbia aiutata ad affrontare meglio il lutto.
A proposito di Venezia, al contrario di te io l'ho trovata splendida, forse perché l'ho visitata a Capodanno, per cui era illuminata a festa e c'era la neve che cadeva e i fuochi d'artificio davanti piazza San Marco. L'ho amata al primo istante, in particolare i suoi vicoletti, i suoi ponti, le gondole parcheggiate nei canali. Ho odiato la folla di turisti, questo sì, che però non mi ha impedito di apprezzare la città. Confesso che non ho notato tutte queste pizzerie, forse perché a noi hanno consigliato un'ottima trattoria nascosta tra i vicoli, ma non mi pare che mancassero. Le maschere invece sì, le vedi ovunque e io ci vado matta, ma sono stata attenta a farmi regalare quella artigiana, non da bancarella. ^_-
Inutile nasconderlo: non vedo l'ora di tornarci. *_*

Breed 107 ha detto...

Grazie Cri. Sto abbastanza bene, anche se ho capito che sforzarmi di stare meglio non serve, anzi, peggiora le cose.
Venendo a Venezia, guarda, anch'io in verità l'ho trovata splendida. Non ne discuto la bellezza. Solo che standoci per così poco (quattro ore, circa), m'è sfuggita la sua essenza.
Credo sia una questione di sintonia: ci sono città che amo visceralmente dopo pochi minuti (Roma per esempio, ti ho sempre detto di adorarla e lì non è che manchino le folle di turisti), altre devo "capirle" per amarle. Ma la bellezza struggente non la metto in discussione. Le gondole sotto la pioggia sono una delle immagini più belle dell'ultimo anno.
Voglio ritornarci, viverla di più e sentirla, al di là della città da cartolina. Spero solo che la prossima volta non si scatenino gli elementi come stavolta, per Giove Pluvio!
E spero anche che la prossima volta riuscirò a trovare il caramello al sale da Grom, che era esaurito ç__ç